Conferenza Organizzazione Nazionale

 

il mio intervento all'assemblea


Cari Compagni.

 

Abbiamo voluto organizzare questa Conferenza per definire l'entità, la linea, l'attività per la crescita di un vero e crescente movimento sindacale di classe.

Con questa assisi dovremo indicare le basi ideali, teoriche e pratiche, coinvolgere i lavoratori  nel contesto particolare che stiamo attraversando. per definire senza ambiguità una linea d'azione chiara e coerente sul terreno di classe.

Io provengo dalla storica fabbrica automobilistica del sud, mi chiamo Tommaso Pirozzi e sono dipendente prima Fiat ora Stellantis da quasi 37 anni presso lo Stabilimento Campano di Pomigliano d’Arco.

 Mi limiterò a citare la mia azienda, ma nei fatti rappresenta la politica industriale dalla Fiat a Stellantis in Italia.

Negli ultimi 23 anni della storia industriale della Fiat prima, poi FCA, ora Stellantis, si è registrato un ciclico e sistemico  rincorrersi di ”falsi” piani industriali annunciati e/o presentati dall’azienda, con forte e ricercato impatto mediatico, dai sindacati, fino alle istituzioni locali e nazionali, sottoscritti e mai realizzati, in una sottile sequenza in cui il successivo smentiva e annullava il precedente.

Alla Fiat/FCA/Stellantis è stato concesso tutto, ma proprio tutto, in cambio della promessa di rilancio dell’azienda sul mercato italiano ed europeo, e dell’aumento consistente dell’occupazione

Centinaia di miliardi di euro pubblici stanziati all’azienda, soldi pubblici che dovevano servire x rilanciare il settore auto in Italia e aumentare l’occupazione.

In realtà’ l’azienda ha ridotto sia le maestranza che i siti produttivi, e ha utilizzato tali risorse per investire produzioni all’estero, un vero furto per il popolo Italiano, tutto ciò con la complicità’ di forze politiche, sindacali, media, e ovviamente dei governi.

Vorrei ricordare i vari processi e i “falsi” piani industriali, per poi affrontare l’ultimo annuncio di questi giorni, di produrre una nuova vettura elettrica a Pomigliano, in sostituzione della pandina.

In seguito alla morte di Umberto Agnelli e alle dimissioni dell'a.d. Giuseppe Morchio, fu selezionato come amministratore delegato Marchionne.

Lui ha immolato tutto quello che si poteva immolare sull'altare dei dividendi degli azionisti.
Ha fatto terra bruciata delle relazioni industriali. Ha stracciato contratti, ha posto ultimatum, ha azzerato diritti.
Quando Marchionne decise di abbandonare unilateralmente il contratto nazionale dei metalmeccanici e uscire da Confindustria, in tanti lo acclamarono come un manager innovativo e coraggioso.

Politici da Renzi a Bertinotti, da sx fino all’estrema dx, insieme alle O.S.  di CGIL, CISL,UIL videro in lui l'artefice di una rivoluzione del capitalismo italiano, un eroe “americano” che finalmente avrebbe spazzato via particolarismi e interessi di bottega, come se diritti e tutele dei lavoratori fossero interessi di piccole lobby.

Tutto iniziò con la Nuova Pomigliano, all’epoca io ero RSU Fiom e partecipai attivamente alla trattativa all’unione degli industriali di Napoli, per vostra conoscenza fui l’unica RSU, presente in quella sede a non siglare l’accordo.

 - 24 aprile 2003  Piano quinquennale 2003/2007 di rilancio dell’Alfa Romeo

Siglato il 24 aprile 2003 in sede Unione Industriale di Napoli tra Fiat Auto spa la RSU di FIM-FIOM-UILM-FISMIC e i seg, di Napoli e Campania delle suddette O.S., l’accordo stabiliva il rilancio del marchio Alfa Romeo, l’esclusiva produzioni a Pomigliano, lo svecchiamento delle maestranze attraverso forme di mobilità e nuove assunzioni, oltre che peggioramento delle condizioni di lavoro, introduzione di una nuova metrica denominata TMC2, che prevedeva aumento di saturazione individuale in media di un 25%.

Dopo 6 mesi il piano venne rivisto, l'esclusiva della produzione per Pomigliano venne eliminato. Rimasero lacrime e sangue. Ma la vera vittoria aziendale fu di far accettare alla Fiom una competizione tra lavoratori dei vari stabilimenti, mettendo fine all’unità di classe, sbandierata sempre dalla Fiom.

 

Fiat Pomigliano - 4 dicembre 2007 - annuncio di un nuovo piano di ristrutturazione

il 4 dicembre 2007 - smentendo il precedente piano quinquennale 2003/2007 Fiat per Pomigliano      l’a.d. Fiat Sergio Marchionne annunciò all’allora presidente del consiglio Romano Prodi e ai responsabili nazionali di CISL, CGIL e UIL Bonanni, Epifani ed Angeletti, un nuovo “piano straordinario per il rilancio industriale dello stabilimento di Pomigliano d’Arco” contemplante la prospettata chiusura per 2 mesi della fabbrica per ristrutturazione e adeguamento tecnologico agli standard di qualità degli altri impianti Fiat finalizzato per costruire i futuri modelli, e corsi di formazione per gli oltre 5.000 addetti; investimenti tecnologici per 70 milioni di euro  per “garantire prospettive di continuità e sviluppo per competere entro il 2008 con la concorrenza internazionale”.

Fiat Pomigliano - 5 maggio 2008 - Polo Logistico di Eccellenza di Nola (in realta deportazione di lavoratori sindacalizzati perlopiù appartenenti a Slai-Cobas, Cub, e altre O.S. di base), all’epoca noi eravamo la FLMU aderenti alla CUB e io insieme a tanti compagni della nostra O.S: venimmo deportati a Nola, ( senza  alcuna credibile missione industriale e sempre in cigs )

A detta dell’a.d. Fiat il “Reparto-Confino” avrebbe dovuto “servire la logistica Fiat di tutto il centro-sud a partire dal triangolo industriale di Pomigliano, Cassino e Melfi”. I fatti si commentano da soli: fino alla sua chiusura avvenuta tra maggio e giugno 2023 nel sito di Nola non è esistita alcuna vera “attività logistica” e solo dopo una sentenza di discriminazione i lavoratori deportati rientrano a Pomigliano. Continuando a rimanere a salario ridotto per i vari ammortizzatori sociali.

Fiat Pomigliano: 27 maggio 2008 - avvio in settembre della produzione della Bravo (mai avvenuta)

Il 27 maggio 2008 la Fiat comunicava a FIM, FIOM, UILM e FISMIC nazionali (come da verbale di riunione sottoscritto tra le parti in pari data) lo “stato di avanzamento del piano a Pomigliano” e gli “interventi tecnico-impiantistici ed organizzativi da effettuare in verniciatura e montaggio per l’avvio della produzione della Fiat Bravo a partire dal settembre 2008” (anche questo “piano” non è mai stato realizzato).

Fiat Pomigliano: 8 giugno 2010 - la Panda - ancora produzione dimezzata rispetto all’annunciata

Nell’accordo dell’8 giugno 2010 siglato tra Fiat Group Automobiles (assistita da Unione Industriale di Torino e Napoli) e FIM, FIOM, UILM e FISMIC nazionali e di Napoli si cita, …“la grave situazione economica le sue pesanti ricadute sul settore auto ed in particolare su Pomigliano per il quale si è reso necessario nel 2009 il ricorso a circa 6 milioni di ore di cassa integrazione e per il quale si è verificato un ulteriore aggravamento delle situazione dei primi 5 mesi del 2010. Con riferimento al Piano illustrato dall’azienda nella riunione del 30 marzo 2010 presso il Ministero dello Sviluppo Economico nell’incontro con le OO.SS. e ai successivi incontri del 9 aprile e del 4 maggio presso Unione Industriali Napoli e del 21 aprile presso la sede del Lingotto, nonché i successivi incontri del 12, 13 e 14 maggio e 4 giugno, le organizzazioni sindacali condividono gli obiettivi del progetto finalizzati a rafforzare la posizione strategica in Italia con l’avvio della futura Panda presso lo stabilimento di Pomigliano e assicurare la continuità della presenza industriale sul territorio con il conseguente impatto positivo sul sistema industriale locale”…”

Ovviamente, il radicale intervento di ristrutturazione presuppone il riconoscimento delle cassa integrazione guadagni straordinaria  per ristrutturazione per due anni dall’avvio degli investimenti”… e in deroga alla legge, “non potranno essere adottati meccanismi di rotazione tra i lavoratori”.

 

Audizione 15 febbraio 2011 comm. Attività Produttive Camera:

il nuovo ‘piano’ di Marchionne (anche questo mai realizzato)

Estratto dal resoconto Camera: …”all’Italia abbiamo destinato 20 miliardi di euro di cui 4 a Fiat industrial e il resto, pari a 16 miliardi, per Fiat spa: il 65% per Fiat Group Automobiles, il 15% per i marchi di lusso e il 20% per motori e componentistica”

…”L’obiettivo è di produrre in Italia, entro il 2014, oltre un milione di veicoli destinati all’esportazione, di cui circa 300.000 al mercato statunitense. La percentuale delle esportazioni crescerà quindi dal 50% dell’anno scorso al 65% nel 2014. Questo piano rappresenta una grande opportunità per creare nuovi posti di lavoro in Italia e aumentare i salari” anche questo fumo negli occhi….

 

Fiat Pomigliano 16 giugno 2011 - cigs per Cessazione dell’attività di FGA ceduta a Fabbrica Italia

L’ennesimo Piano Industriale del gruppo Fiat, già presentato il 22 dicembre 2009 a Palazzo Chigi alla presenza di rappresentanti istituzionali e dei sindacati confederali, annunciava la possibilità di realizzare a Pomigliano la produzione della nuova Panda. In tal senso il 15 giugno 2010 Fiat Group Automobiles spa (da ora FGA) sottoscriveva un’intesa con FIM, UILM, FISMIC e UGL. Il 9 luglio 2010 le parti firmatarie della citata intesa convenivano che la fabbricazione del modello della nuova Panda non sarebbe stata attuata da FGA ma da una società di nuova costituzione denominata Fabbrica Italia Pomigliano spa (da ora FIP), società quest’ultima che avrebbe realizzato gli investimenti relativi agli impianti produttivi per la fabbricazione del modello Panda…

sappiamo tutti come è finita’…

 

Fiat Pomigliano 1° febbraio 2013:  scompare Fabbrica Italia  e riappare FGA - ancora cigs

Come volevasi dimostrare: con comunicazione del 1° febbraio 2013 la Fiat avvia una nuova procedura di cigs per l’ennesima “pseudo riorganizzazione aziendale”. Ed ecco che scompare Fabbrica Italia Pomigliano e… riappare Fiat Group Automobiles!

Marchionne da bravo mazziere insegna il gioco delle tre carte…

6 Maggio 2014, Dopo il ritiro di «Fabbrica Italia», l’ad di Fiat Chrysler Automobiles (Fca) Sergio Marchionne e il presidente del gruppo John Elkann presentano a Auburn Hills – sede del gruppo automobilistico Fiat-Chrystler negli Stati Uniti– un nuovo piano industriale 2014/2018.

“I rapporti di forza fra capitale e lavoro sono tali per cui la FCA presenta il piano industriale, prima di aver pattuito il rinnovo del contratto con i lavoratori degli stabilimenti italiani, prima di aver concordato con il governo italiano il sostegno all’azienda sotto il piano degli ammortizzatori sociali e i vari incentivi, e prima di aver convocato le parti sociali.

Come un Re ordina ai sudditi”...

Per Alfa Romeo investimento da 5 miliardi di euro.  Entro il 2018, Fca intende produrre sei milioni di vetture, l’azzeramento degli ammortizzatori sociali, di quei 5 miliardi i soldi c’è li metterà lo stato. E come al solito serviranno per investimenti all’estero.

Questo sarà’ l’ultimo piano presentato da Marchionne, nei fatti si è dimostrato un abile “MAGLIARO” con i suoi falsi piani industriali è riuscito a distruggere il mercato del lavoro, appropriarsi di un azienda di interesse nazionale, smantellarla e distruggere l’unita’ dei lavoratori, ovviamente regalando enormi profitti per se e gli azionisti, e sempre minor salario e diritti per i lavoratori.

Dopo la sua Morte, il nuovo a.d. Mike Manley ha guidato la costruzione del nuovo piano industriale di FCA: ritornano le false promesse in Italia saranno lanciati 13 modelli di veicolo per il triennio 2019-2021, l’eliminazione degli ammortizzatori sociali,  e futuro roseo per gli stabilimenti, conservazione e collocazione  di tutti i lavoratori. Come sempre solo false promesse…

 

 Il 16 gennaio 2021 con la fusione di FCA e PSA , nasce  Stellantis  tutte le promesse e i piani presentati sono tutti fasulli, l’unica cosa vera sono le centinaia di milioni di euro che questa azienda sta ricevendo dai contribuenti italiani.

Nel  2024 i piani industriali erano tutti falliti i lavoratori continuavano ad essere in cassa integrazione,   il Governo italiano ,    si  incontro con il Ceo Stellantis per affrontare la crisi del settore automobilistico.

Ed ecco un nuovo piano industriale, Stellantis si impegnò con un investimento di 2 miliardi di euro e il governo da parte sua ci mise 1 miliardo di euro, al termine dell’incontro il ministro  Adolfo Urso annunciò "Ora siamo in grado di rilanciare l'industria automobilistica italiana nel migliore dei modi", in realtà di quel piano industriale.

Oggi nonostante le tante promesse ci risiamo, dopo le richieste del governo, della politica e delle O.S. per un piano industriale che prevedesse il rilancio di tutti gli stabilimenti e del mantenimento delle oltre 20000 maestranze, ricordiamo che nel 2024 erano oltre 26000, la risposta eclatante che ha fatto gioire le forze politiche e le O.S: e stavolta anche la Fiom, è stato l’annuncio non di un nuovo piano industriale per la salvaguardia di tutti gli stabilimenti, ma bensì Stellantis ha annunciato ufficialmente la produzione di una vettura totalmente elettrica a prezzi accessibili un nuovo segmento con nuove caratteristiche.

Per quasi un anno, l'E-Car ha iniziato a circolare come un concetto: un invito all'azione dell'allora CEO di Renault, Luca de Meo, e Stellantis presidente John Elkann, in un'intervista, l'Europa ha deciso di definire una risposta strutturale per rendere competitive e prevenire la scomparsa di auto di piccole dimensioni.

Il Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, e i vertici delle aziende europee sono impegnati a lavorare in un quadro di riferimento per un piccolo, accessibile e-car. In sostanza, con meno rigorosi requisiti di sicurezza, per tagliare il prezzo. Questa nuova categoria, ‘kei-car per l'Europa, e’ stata denominata ‘M1E’. Tuttavia, le regole per la nuova categoria non sono stati corretti e approvati di sicurezza, ma si sono impegnati ad approvare un nuovo regolamento per L’E.CAR per la fine del 2026.

Ed anche stavolta è bastato il semplice annuncio per ritrovarsi tutti ben allineati e coperti, e anche  la Fiom stavolta mostra il suo vero volto e parla della necessità di accelerare la transizione ecologica e questo progetto segue quelle aspettative.

Come si può affermare che l’elettrico sia la soluzione green?, come pensano di produrre l’energia sufficiente per tutte le auto elettriche?, si può farlo solo attraverso l’istallazione di centrali nucleari, e di certo con  il nucleare non  si salvaguarda l’ambiente, senza citare l’enorme danno ambientale per produrre le batterie al lidio e il loro smaltimento.

Ma ovviamente questo non interessa alle forze politiche e sindacali, a loro interessa semplicemente assecondare questa Europa responsabile della deindustrializzazione del nostro paese, in merito abbiamo sviluppato decine di documenti riguardo la deindustrializzazione del nostro paese e le responsabilità politiche dell’EU, fino alle scellerate scelte politiche di appoggiare le follie imperialiste degli Usa di scatenare una guerra per corrispondenza con la Russia, causa principale dell’enorme crisi energetica e responsabile delle guerre in medio oriente,  del genocidio del popolo Palestinese, responsabilità dovute alle scelte servili verso Usa, Inghilterra e Israele.

Ma ovviamente questi sinistri figuri della politica e del sindacato non si allarmano se queste politiche sono la causa dell’indebolimento dei salari, dell’impoverimento dei ceti sociali della classe media e proletaria, dell’eliminazione dello stato sociale, dei diritti del lavoro, della distruzione dell’istruzione vera, della sanità, della previdenza, no costoro pensano esclusivamente a dimostrare la loro obbedienza a quel potere reppresentato attualmente dalla Ursula.

E mentre lor signori un giorno stanno con la  Von der Leyen, l’altro sfilano con bandiere Palestinesi, un giorno si schierano con le liberalizzazioni, flessibilità, precarietà, contenimento dei salari, l’altro si schierano fuori le fabbriche in chiusura, rivendicano l’indebolimento dei salari, parlano di difesa dell’occupazione, questi personaggi sono capaci di vendersi l’anima, e poi parlano di riconquistare la fiducia dei lavoratori e giovani.

Dare una vettura mini ad uno stabilimento con quelle capacità produttive come Pomigliano, con oltre 4000 dipendenti, se non viene affiancata da ulteriori produzioni significa il dimezzamento delle maestranze, operazione che è iniziata oltre 26 anni fa, ma ancora una volta i lavoratori continueranno a rimanere nell’incertezza di un futuro sempre più nero, fatto di incertezze e cassa integrazione, che continuerà finche questi produttori di continui piani industriali, riceveranno soldi pubblici, con l’avvallo di falsi sindacati e falsi partiti che si definiscono di sx.

E’ ora che i lavoratori alzino davvero la testa.

 

Cari compagni, Pomigliano è il sito produttivo che ha pagato a caro prezzo queste scelte, dopo la deportazione di noi lavoratori a Nola, 3 lavoratori si tolsero la vita, un altro compagno tentò anch’egli il suicidio, e solo grazie al tempestivo intervento dei colleghi si riuscì ad impedirlo, poi ci fu il licenziamento politico dei 5 compagni del SI-Cobas, noi lavoratori abbiamo subito una durissima repressione che ha spinto tantissimi a licenziarsi, ad altri a cure per forti depressioni, ma non è finita tantissimi, come me siamo ancora in regime di ammortizzatori sociali, da 18 anni ininterrottamente, per l’azienda siamo degli appestati, scusatemi per lo sfogo, ma la sofferenza di chi non c’è più  di chi è stato licenziato per rivendicare un diritto al lavoro merita di essere sempre ricordato, sono dei martiri del lavoro, concludo ringraziandovi dell’impegno, che tutti voi mettete nel combattere per un futuro migliore, solo attraverso la partecipazione, una corretta informazione, e una volontà di essere disposti al conflitto sociale e autorganizzandoci e rivedendoci in una vera Organizzazione di Classe com’è la SGC  possiamo osare e conquistare..

grazie a tutti voi….