Sassonia, l’estrema dx stravince con il voto proletario. I lavoratori sono diventati tutti Nazisti???.

 


Un tempo la stragrande vittoria di un partito di estrema dx, antisistema e antieuropeista come l'AfD in Sassonia, avrebbe  provocato un analisi politica vera senza compromessi capace di analizzarne i motivi.

Mentre oggi i partiti tacciono e all’unisono dx e sx si uniscono e condividono l’allarme per un declino antidemocratico,

ovviamente con toni diversi, eppure  quel 44,5% non è piovuto dal nulla.

È il risultato di scelte precise. Scelte politiche che non solo il popolo tedesco ma tutti i popoli europei stanno subendo, una politica voluta e dettata da Bruxelles, dalla presidente la sig.ra Ursula von der Leyen.

Una Germania,  come l’Italia,  fondata su un’industria ad alto consumo energetico ha deciso di entrare in una guerra  economica e militare  sempre più dura con la Russia, il maggior fornitore di energia dei paesi europei e rinunciando a una parte fondamentale del proprio sistema energetico, accollarsi costi enormi e poi spiegare a lavoratori, famiglie e piccole imprese che tutto questo era semplicemente il prezzo della virtù geopolitica.

E quando qualcuno chiedeva: “Ma siamo sicuri che tutto ciò sia davvero nell’interesse della Germania?”, arrivava subito l’etichetta: filorusso, putiniano, populista, irresponsabile, ovviamente lo stesso accade in  Italia.

Una democrazia partecipata, certo: basta partecipare dicendo ciò che i governi o meglio tutti i partiti di dx e sx filoeuropeisti vogliono  sentirsi dire.

Eppure tra  i popoli europei, il desiderio di mantenere rapporti pragmatici con Mosca non nasce oggi. È un orientamento radicato nella storia, nei legami economici e nella convinzione che i popoli europei e Russia abbiano più da guadagnare collaborando che trasformandosi in nemici permanenti.

AfD questo lo ha compreso. BSW lo ha compreso. Invece i partiti di dx e sx hanno preferito fare una polemica prettamente di facciata, evidenziando l’estremismo di dx che quel partito esprime, e  ora assisteremo al solito copione dell’establishment: facce indignate, editoriali sull’“onda nera”, conferenze sulla democrazia minacciata e qualche accademico pronto a spiegare ai tedeschi  “e a noi italiani”  che loro hanno votato nel modo sbagliato.

Uno spettacolo impeccabile: prima li impoverisci, poi li ignori, infine li rimproveri perché non ti sostengono più.

Il punto non è che quel 60 % degli operai che ha votato per quel partito di estrema dx, è diventato improvvisamente razzista . Il punto è capire come un partito così radicale sia arrivato a convincere quasi un elettore su due. E magari evitare la risposta più comoda: “Sono tutti estremisti.”

No!!!. È il risultato di anni di scelte politiche sbagliate che ora presentano il conto. E ora scoprono, stupiti, che gli elettori ricordano.

Nel frattempo sono arrivati i costi dell’energia, le difficoltà dell’industria, la paura della deindustrializzazione, salari che non tengono il passo e intere regioni dell’Est che continuano a sentirsi trattate come la periferia dimenticata del Paese.

Ed eccoci al 44,5%.

Non serve demonizzare l’AfD. Le sue componenti più radicali, certe posizioni identitarie e alcuni ambienti che le orbitano attorno meritano tutta l’attenzione critica necessaria. Ma continuare a raccontare che il problema siano solo gli elettori dell’AfD è il modo migliore per portare quel 44 al 50%.

La Sassonia-Anhalt non racconta solo l’avanzata dell’estrema destra. Racconta soprattutto il fallimento di una classe dirigente che ha scambiato il consenso per obbedienza e la politica per una lezione dall’alto.

E questo non è un problema solo tedesco, lo stesso servilismo a quei poteri è ben visibile anche in Italia. Ovviamente i media e la politica mostrano ll volto allarmato, “Oddio, l’AfD è al 44,5%!” 

Senza chiedersi MA CHI l’ha portata fin lì? Forse sarebbe questa la domanda da porsi. 

Tre sono le ragioni principali per cui l’AfD ha raccolto una valanga di voti in Sassonia-Anhalt.

1. La maggior parte degli europei non vuole uno scontro con la Russia. Non ne vede il senso, perché motivi reali per una guerra non ce ne sono.

2. È ormai evidente che le sanzioni contro Mosca stanno impoverendo l’Europa. Le persone guardano bollette, carburante, spesa quotidiana e sono giustamente esasperate.

3.L’Unione Europea è diventata un apparato ingombrante, un organismo burocratico che sembra produrre più problemi che soluzioni.

Se metti sul tavolo questi tre temi, la gente è pronta a votare chiunque pur di farsi sentire.

Questo risultato dovrebbe far riflettere, la pseudo sx italiana ora si trova ad un bivio, deve scegliere se perire con questa Europa responsabile del declino o cambiare drasticamente e per farlo di certo non servono proclami e di certo non si potrà fare con gli attuali servetti del sistema.


 

sostengono più.

Il punto non è che quel 60 % degli operai che ha votato per quel partito di estrema dx, è diventato improvvisamente razzista . Il punto è capire come un partito così radicale sia arrivato a convincere quasi un elettore su due. E magari evitare la risposta più comoda: “Sono tutti estremisti.”

No!!!. È il risultato di anni di scelte politiche sbagliate che ora presentano il conto. E ora scoprono, stupiti, che gli elettori ricordano.

Nel frattempo sono arrivati i costi dell’energia, le difficoltà dell’industria, la paura della deindustrializzazione, salari che non tengono il passo e intere regioni dell’Est che continuano a sentirsi trattate come la periferia dimenticata del Paese.

Ed eccoci al 44,5%.

Non serve demonizzare l’AfD. Le sue componenti più radicali, certe posizioni identitarie e alcuni ambienti che le orbitano attorno meritano tutta l’attenzione critica necessaria. Ma continuare a raccontare che il problema siano solo gli elettori dell’AfD è il modo migliore per portare quel 44 al 50%.

La Sassonia-Anhalt non racconta solo l’avanzata dell’estrema destra. Racconta soprattutto il fallimento di una classe dirigente che ha scambiato il consenso per obbedienza e la politica per una lezione dall’alto.

E questo non è un problema solo tedesco, lo stesso servilismo a quei poteri è ben visibile anche in Italia. Ovviamente i media e la politica mostrano ll volto allarmato, “Oddio, l’AfD è al 44,5%!” 

Senza chiedersi MA CHI l’ha portata fin lì? Forse sarebbe questa la domanda da porsi. 

Tre sono le ragioni principali per cui l’AfD ha raccolto una valanga di voti in Sassonia-Anhalt.

1. La maggior parte degli europei non vuole uno scontro con la Russia. Non ne vede il senso, perché motivi reali per una guerra non ce ne sono.

2. È ormai evidente che le sanzioni contro Mosca stanno impoverendo l’Europa. Le persone guardano bollette, carburante, spesa quotidiana e sono giustamente esasperate.

3.L’Unione Europea è diventata un apparato ingombrante, un organismo burocratico che sembra produrre più problemi che soluzioni.

Se metti sul tavolo questi tre temi, la gente è pronta a votare chiunque pur di farsi sentire.

Questo risultato dovrebbe far riflettere, la pseudo sx italiana ora si trova ad un bivio, deve scegliere se perire con questa Europa responsabile del declino o cambiare drasticamente e per farlo di certo non servono proclami e di certo non si potrà fare con gli attuali servetti del sistema.

di Tommaso Pirozzi LMO Stellantis Pomigliano..

 

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