Dopo San Marchionne arriva Santo Draghi e tutti a genuflettersi e a cantare le lodi del Salvatore

 


“Viva viva Santo Draghi, viva viva Santo Draghi!!!”.

Finalmente, l’Uomo della Provvidenza per la Salvezza dell’Italia. E allora ..

“Dal vangelo di Mario Draghi, il Messia della Borghesia Italiana”.

Come scriveva Marx, la borghesia presenta sempre come interesse generale il crudo interesse della propria classe. Mario Draghi è un caso emblematico.

Ocalan, "Italia, non mi tradire, io lotto per la libertà"

 


Se avete vissuto con coscienza storica e sociale gli Anni ’90, non potete non aver mai sentito parlare di Abdullah Ocalan, politico, guerrigliero e rivoluzionario turco di nazionalità curda, il cui nome per anni ha occupato le prime pagine dei giornali di tutto il mondo.

BERLINGUER. UNA BRAVA PERSONA MA NON ERA COMUNISTA

 C’è sempre un inizio. Ci chiediamo: cosa ha portato la grande esperienza storica e politica dei comunisti in Italia alla consunzione? Cosa ha portato il Partito di Antonio Gramsci a diventare oggi quello di Matteo Renzi?

 

Tutto inizia nel periodo 1943-1947. Certo la temperie in cui Palmiro Togliatti dirige il PCI post-resistenziale era innegabilmente avversa ad una reale possibilità di ‘fare la rivoluzione’ in Italia, ma come diceva Pietro Secchia, ed anche altri tra cui Eugenio Curiel: “tra fare la Rivoluzione e non fare nulla c’è una bella differenza!” ed il richiamo critico alla Via Italiana al Socialismo (i cui risultati oggi sono sotto agli occhi di tutti) di Togliatti ci sta tutto.

La deindustrializzazione dell'Italia e l'immobilismo dei governi

 


Gli effetti delle privatizzazioni sono diventati una vera e propria emergenza nazionale.

I capitalisti licenziano, chiudono, smantellano, hanno fatto diventare le aziende una “bomba ecologica”,

Alitalia, Whirlpool, FCA, CNH-Iveco, ex Lucchini, Ilva, Embraco, Bekaert, Electrolux, ...  procede inesorabile la liquidazione delle aziende che producono beni e servizi.

Il blocco unico contro il popolo


 

Oggi i sindacati confederali CGIL, Cisl,Uil, sono tornati in piazza e rivendicano l’accettazione del MES, motivandolo che il servizio sanitario nazionale è in crisi, causa mancanza infrastutture ospedaliere e sopratutto mancanza di medici e infermieri.